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	<title>Maurizio Pistone &#187; Retorica pratica</title>
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	<description>Lingua e letteratura italiana, scuola, chiacchiere varie</description>
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		<title>Zio Michele, Ruby e la lingua di Sodoma e Gomorra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 14:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è di peggio che ammazzare e violentare (non s’è ancora capito in che ordine) una nipote, sventolare la begonia (propria o altrui) per sfilare ad un vecchio demente qualche migliaio di euri? Il peccato orrendo di quest’epoca infelice sembra essere linguistico. Un uso contro natura del linguaggio, una Sodoma e Gomorra verbale in cui le <a href='http://blog.mauriziopistone.it/395/zio-michele-ruby-e-la-lingua-di-sodoma-e-gomorra/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è di peggio che ammazzare e violentare (non s’è ancora capito in che ordine) una nipote, sventolare la begonia (propria o altrui) per sfilare ad un vecchio demente qualche migliaio di euri?</p>
<p>Il peccato orrendo di quest’epoca infelice sembra essere linguistico. Un uso contro natura del linguaggio, una Sodoma e Gomorra verbale in cui le parole a tutto servono, meno che a comunicare un significato.</p>
<p>Sono stato io non sono stato io è stata lei non è stata lei perdonami ti perdono non potrò mai perdonarti. Lo conosco non lo conosco non l’ho mai conosciuto lo conosco ma gli voglio bene sono andata non sono andata sono andata ma non ho fatto niente m’ha dato dei soldi non m’ha dato dei soldi. Giuro giuro giuro lo giuro è così non è così, sniff sniff, qui lo do dico qui lo nego mi smentisco mi correggo mi interpreto. Sniff sniff.</p>
<p>Qualcuno si porta avanti con il lavoro: non parlo, ma potrei parlare, parlerò, non oggi, domani (forse) parlerò, vedrete, parlerò di sicuro, se parlerò ve lo farò sapere.</p>
<p>Il linguaggio da strumento della comunicazione e della (la sparo grossa!) conoscenza, diventa un abito che si cambia ad ogni occasione, un gesto intercambiabile di mimèsi, camuffamento, occultamento. Dire le cose come stanno è il vero scandalo, e perfino la Chiesa scopre nell’educazione sessuale il suo più gran nemico. Pessimi attori, nello spettacolo / nella politica / nella vita privata, si agitano per ottenere qualche minuto d’attenzione dalle telecamere, ed improvvisano una commedia di cui non conoscono il copione, probabilmente non sanno neanche se c’è o non c’è un copione, cercano di compiacere il pubblico del momento, recitano una fìc-scion scambiandola per vita vera e vivono la vita vera come se fosse una fìc-scion, un attimo dopo, altro pubblico, altra fìc-scion, un’altra vita altrettanto vera altrettanto finta.</p>
<p>Poveri stronzi patetici, che ballano alla musichetta strimpellata dallo stronzo più patetico di tutti.</p>
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		<title>Parole, parole, parole</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Frasi celebri]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Retorica pratica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il messaggio precedente sono stato ripreso, anche con la testimonianza da linguisti illustri. Ohibò! “Stronzo!” si può dire! si può dirissimo! È nobile vocabolo longobardo (“escremento di cane di forma cilindrica” lo definisce il prof. Bonfante nel suo Latini e Germani in Italia). Anche “cancro” è parola antichissima, “ti venga un cancro” è un’espressione <a href='http://blog.mauriziopistone.it/213/parole-parole-parole/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il messaggio precedente sono stato ripreso, anche con la testimonianza da linguisti illustri. Ohibò! “Stronzo!” si può dire! si può dirissimo! È nobile vocabolo longobardo (“escremento di cane di forma cilindrica” lo definisce il prof. Bonfante nel suo <i>Latini e Germani in Italia</i>).</p>
<p>Anche “cancro” è parola antichissima, “ti venga un cancro” è un’espressione forte, ma normalmente usata nel linguaggio corrente.</p>
<p>Quindi il Ministro La Russa ha fatto bene a dire a un tizio mai visto né conosciuto “Ed io spero che le venga un cancro&#8230;”!</p>
<p>Viviamo in un clima di violenza verbale senza precedenti. Io frequento abitualmente un gruppo di discussione,<br />
<strong><a href="news:it.istruzione.scuola">it.istruzione.scuola</a></strong>, in cui alcuni tizi di destra imperversano con kilometrici messaggi, alternando sconclusionate lodi al Berlusca a tiritere di insulti ai non berlusconiani. È una specie di matra autoipnotico, in cui auguri di pronta ma dolorosa morte sono condimento indispensabile alle loro sputacchianti esternazioni. Oggi apro le gnùs, e uno di questi se ne esce con due messaggi. In uno estende l’augurio di tumore mortale a tutti i “komunisti” (e vi risparmio gli epiteti appiccicati a questo termine); nell’altro augura alle donne malmenate a Milano nel corso di una manifestazione femminista di essere, nientemeno! prontamente portate in caserma dai tutori dell&#8217;Ordine e stuprate per le vie brevi.</p>
<p>Due messaggi su due, il 100% della comunicazione, era di questo tenore.</p>
<p>Non venitemi a parlare di “linguaggio quotidiano”, di “non politicamente corretto”, di “trasgressione”&#8230; Siamo troppo vicini all’ex Jugoslavia per non sapere che dall’augurio di stupro allo stupro etnico, dall’augurio di morte alle fosse comuni, dalla trasgressione verbale alla macelleria etnica il passo è breve. Chi abitualmente augura la morte a destra e a manca protetto da un nick non troverà molto strano distribuire generosamente la morte ai vicini di casa protetto dalla divisa di una qualche improvvisata milizia.</p>
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		<title>Numeri, e stranieri</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 09:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Retorica pratica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal rapporto INAIL pubblicato in questi giorni emerge che nel 2008 sono stati denunciati 44 casi di incidenti sul lavoro ogni 1000 lavoratori stranieri contro 39/1000 per gli italiani. È probabile che il dato relativo agli stranieri sia sottostimato, a causa di una maggior frequenza di incidenti non denunciati. È quindi significativo il numero degli <a href='http://blog.mauriziopistone.it/157/numeri-e-stranieri/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal rapporto INAIL pubblicato in questi giorni emerge che nel 2008 sono stati denunciati 44 casi di incidenti sul lavoro ogni 1000 lavoratori stranieri contro 39/1000 per gli italiani.</p>
<p>È probabile che il dato relativo agli stranieri sia sottostimato, a causa di una maggior frequenza di incidenti non denunciati. È quindi significativo il numero degli incidenti mortali, che sono molto più difficili da nascondere. Infatti, mentre per quanto riguarda il totale degli incidenti quelli a carico dei lavoratori stranieri sono il 16,4%, nel caso degli incidenti mortali il dato sale al 25%.</p>
<p>Da questi dati si può ricavare una conclusione molto chiara.</p>
<p>Gli stranieri sono molto più distratti degli italiani.</p>
<p>E non dite che questi sono discorsi razzisti: sono numeri, eh.</p>
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